Rimborsi: solo limitatamente al periodo di chiusura

A seguito dell’emergenza COVID 19 e delle conseguenti restrizioni, centri e strutture sportive o ricreative si stanno interrogando circa gli aspetti connessi alla ripresa delle attività, ponendosi le seguenti domande:

  1. Quali sono le conseguenze della ritardata riapertura del centro, nonostante il venir meno delle restrizioni?
  2. L’utente del centro fitness ha diritto al risarcimento del danno (oltre al rimborso)?
  3. Quali sono i diritti dell’utente?
  4. Sono possibili soluzioni alternative al rimborso delle prestazioni non eseguite?

La fattispecie in esame è regolamentata dall’art. 1463 c.c., secondo cui: “Nei contratti con prestazioni corrispettive, la parte liberata per la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta non può chiedere la controprestazione e deve restituire quella che abbia già ricevuta, secondo le norme relative alla ripetizione dell’indebito”). “L’impossibilità” del gestore di offrire le prestazioni contrattuali, conformemente al disposto di cui all’art. 1256, II comma c.c., può essere anche soltanto temporanea, come nel caso di specie, ove il rapporto si trova in una fase di sospensione.

  1. Al termine del periodo di chiusura, cioè nel momento in cui l’impossibilità temporanea verrà meno, si riattiverà la decorrenza dei termini contrattuali e, da tale data, la prestazione dovrà essere eseguita: il gestore, pertanto, non potrà prolungare la chiusura del centro, giacché il protrarsi della mancata prestazione costituirà causa di inadempimento, rilevante ai fini risarcitori.
  2. Ad eccezione di questa ultima ipotesi, l’utente non avrà diritto al risarcimento del danno ma soltanto al rimborso dei servizi non ricevuti, nei termini di seguito indicati:
  3. Abbonamenti a durata
    a)
    Se l’abbonamento è scaduto, l’utente avrà diritto al rimborso della somma commisurata al periodo in cui non ha potuto usufruire dei servizi regolarmente pagati
    b) Se l’abbonamento è ancora vigente, l’utente avrà sempre diritto al rimborso nei suindicati termini ma non potrà invocare ulteriori richieste di pagamento, ove non intenda, per sua scelta, usufruire dei servizi resi disponibili dal gestore;
    Abbonamenti a numero ingressi/lezioni
    Se l’abbonamento prevede una scadenza temporale, nel caso in cui il termine sia decorso, l’utente avrà diritto al rimborso della somma commisurata al numero di ingressi non effettuati, se invece non è prevista alcuna scadenza, l’utente avrà diritto al recupero degli accessi non effettuati.
  4. Il centro sportivo, stanti le caratteristiche del servizio offerto, potrebbe offrire soluzioni alternative volte a contemperare i reciproci interessi, quali, ad esempio, la proroga della scadenza contrattuale dell’abbonamento, commisurata al periodo di sospensione, o il rilascio di un voucher, ovvero di un buono per un importo corrispondente alle prestazioni non godute, da scontare al rinnovo dell’abbonamento o dalle rate, ove negozialmente previste.
    Ogni eventuale proposta alternativa al rimborso, in ogni caso, comporta una modifica contrattuale che necessita della congiunta approvazione delle parti, onde, nel caso in cui l’utente non intenda aderirvi, il gestore dovrà necessariamente provvedere al restituzione delle somme dovute nei termini sovraindicati. 

    Avv. Franca Fiorelli
    studiolegalemanna.fiorelli@gmail.com
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